sito dedicato all'aumento del seno ed alla modificazione della sua morfologia mediante mastoplastica additiva

Il seno, simbolo di femminilità, armonia e sensualità
Impianto di protesi per via ascellare in videoendoscopia
Protesi: le varie tipologie
Mastoplastica additiva: intervento
Mastoplastica additiva: il decorso dell'intervento
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LA MASTOPLASTICA ADDITIVA

FEMMINILITA’, ARMONIA, SENSUALITA'

Di tutti gli attributi estetici di una donna, il seno è quello che riveste un’importanza particolare, perché al lato squisitamente estetico si associa quello più intimamente legato alla femminilità. Ed è quando il seno non corrisponde ai suoi più intimi parametri di sensualità, che una donna si sente a disagio.
Quello che la donna desidera è l’armonia: quel perfetto e delicato equilibrio tra il suo corpo ed il suo ideale di femminilità. La donna che si sottopone ad un intervento al seno lo fa solo esclusivamente per sé, per trovare o ritrovare quel senso di benessere e sicurezza che solo l’essere soddisfatti di se stessi procura.
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I casi in cui è richiesto l’intervento del chirurgo sono tanti e molto differenti fra di loro. Tuttavia possono essere classificati in due categorie chirurgiche di base: quella delle mastoplastiche additive (di aumento, che trattiamo più diffusamente in questo sito) e quella delle mastopessi (di sollevamento) e mastoplastiche riduttive (di sollevamento e riduzione), sulle quali trovate informazioni sul nostro sito Internet www.santanche.com.

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IL DOTTOR SANTANCHÈ HA MESSO A PUNTO E PUBBLICATO PER PRIMO NEL MONDO L’IMPIANTO DI PROTESI ANATOMICHE PER VIA ASCELLARE IN VIDEOENDOSCOPIA...  

...ed ha progettato e fatto costruire uno strumento apposito per adattare le ottiche endoscopiche a questo intervento. Questa via, anche se è senz’altro la meno usata a causa della maggior difficoltà tecnica, che richiede non solo mani esperte ma anche molta pratica nell’uso dell’endoscopia, è quella oggi tecnicamente e tecnologicamente più avanzata, con il miglior standard di risultati, bassa invasività e cicatrici meno visibili.
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PROTESI (tipologie) 

La mastoplastica additiva è l’intervento che consente di aumentare il volume del seno e di modificarne la forma. Questo volume viene incrementato mediante impianto di protesi, che nel corso degli anni hanno subito una notevole evoluzione. Tutte le protesi sono composte da un involucro esterno e da un contenuto interno. Per quanto riguarda l’involucro esterno, i più diffusi sono:

  • involucro in silicone liscio, stratificato e leggermente più spesso del silicone liscio, in modo tale da non lasciare trasudare il silicone all’esterno e resistere all’usura;

  • involucro in silicone testurizzato, il cui trattamento dello strato più esterno lo rende ruvido ed irregolare, rendendo meno frequente la retrazione capsulare, cioè l’indurimento del seno.

Per quanto riguarda il contenuto interno, i materiali di riempimento possono essere diversi, i più diffusi sono:

  • il gel di silicone semiliquido, che oltre ad essere il più usato, è stato il primo materiale di riempimento delle protesi;

  • il gel di silicone ad alta coesività, la cui introduzione nel 1994, ha consentito la produzione delle prime protesi anatomiche, le quali oltre ad avere una forma più simile alla ghiandola mammaria, sono riempite con un gel di silicone con una consistenza diversa dal silicone delle protesi tradizionali, consentendo alla protesi di mantenere la sua forma in tutte le posizioni.

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MASTOPLASTICA ADDITIVA: L’ INTERVENTO 

Le posizioni in cui le protesi mammarie possono essere impiantate sono:
POSIZIONE RETROGHIANDOLARE - Consiste nell’allestimento della tasca, che dovrà contenere la protesi, subito dietro la ghiandola mammaria. Ha il vantaggio della semplice esecuzione, della brevità della convalescenza, ma comporta un maggior rischio di retrazione capsulare. E’ indicata prevalentemente per l’impianto di protesi con gel di silicone semiliquido.
PSIZIONE RETROMUSCOLARE (o retromuscologhiandolare) - Consiste nell’allestimento della tasca che dovrà contenere la protesi dietro al muscolo grande pettorale. L’intervento è leggermente più doloroso, rispetto al posizionamento retroghiandolare, e comporta una convalescenza un po’ più lunga, ma il rischio di contrazione della capsula periprotesica è nettamente minore.

Le vie d’accesso, cioè le incisioni cutanee attraverso le quali si possono inserire le protesi, sono diverse:
LA VIA ASCELLARE, che il dottor Santanchè pratica con soddisfazione propria e delle pazienti da oltre vent’anni, consiste nel praticare le incisioni cutaneee nascoste in una ruga del cavo ascellare e di proseguire lo scollamento dietro la ghiandola mammaria (nel caso di impianto retroghiandolare), oppure dietro al muscolo grande pettorale (nel caso di impianto retromuscologhiandolare). In entrambi i casi la via non è assolutamente traumatizzante per la ghiandola mammaria. La posizione delle cicatrici nel cavo ascellare fa sì che in caso di buona cicatrizzazione siano praticamente invisibili. Inoltre, con l’avvento della videoendoscopica, la visione del campo operatorio risulta non solo perfetta ma addirittura fortemente ingrandita, consentendo un’esecuzione di grandissima precisione.
LA VIA SOTTOMAMMARIA consiste in un’incisione praticata nel solco sotto la mammella. Questa via consente di impiantare le protesi sia in posizione retromuscolare sia retroghiandolare. Nel caso di un’ottima cicatrizzazione l’incisione risulterà non molto visibile, ma non potrà mai superare un esame a distanza ravvicinata. Nel caso di cicatrizzazione ipertrofica o distrofica, l’incisione risulterà visibile anche a distanza. La via sottomammaria è quella di più facile esecuzione, eseguita prevalentemente dai chirurghi meno esperti o autodidatti.
LA VIA PERIAREOLARE consiste nel praticare un’incisione in una metà del perimetro dell’areola, prevalentemente in quella inferiore. Può essere utilizzata solo quando l’areola non è troppo piccola e la protesi non è troppo grande. Nei casi di cicatrizzazione ottima la cicatrice resta abbastanza dissimulata nel cambiamento di colore tra l’areola e la cute mammaria. Comunque, anche nelle migliori delle ipotesi, non potrà superare un esame a distanza ravvicinata. E’ comunque la via più invasiva, perché richiede l’incisione e l’attraversamento delle ghiandole mammarie.
LA VIA TRANSAREOLARE consiste nell’incidere l’areola attraverso il suo diametro orizzontale e proseguire incidendo tutta la ghiandola mammaria attraversandola fino alla parete toracica. E’ una via assolutamente non usata in Europa a causa della sua marcata invasività.
LA VIA TRANS-ADDOMINALE può essere eseguita esclusivamente in concomitanza di una dermolipectomia addominale e le protesi possono essere posizionate solo in posizione retro ghiandolare.
LA VIA TRANS-OMBELICALE consente solo l’impianto di protesi riempite di soluzione fisiologica, che sono assolutamente abbandonate in Europa per i risultati innaturali, soprattutto al tatto. Inoltre questa tecnica non consente di modellare accuratamente il solco sottomammario e le protesi risultano sempre troppo alte e troppo piene nei quadranti superiori..
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IL DECORSO DELL’ INTERVENTO 

Nel caso di impianto di protesi in gel semiliquido in sede retroghiandolare, il ricovero consigliato è di 24 ore, ma può essere effettuato anche in day-surgery, purché la paziente possa essere controllata la mattina successiva all’intervento. L’anestesia più conveniente è quella generale, ma c’è chi l’effettua anche in anestesia locale con sedazione.

Nel caso di impianto di protesi anatomiche con gel coesivo in sede retromuscologhiandolare il ricovero è di 24 ore. L’intervento viene effettuato in anestesia generale. Vengono posizionati dei drenaggi in aspirazione che vengono mantenuti in sede per circa tre giorni.
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FAQ - Domande frequenti sugli interventi di mastoplastica additiva

Si possono avere altre gravidanze dopo una mastoplastica additiva?
Certamente si, si possono avere gravidanze dopo un intervento di mastoplastica additiva.

Le protesi possono creare qualche problema per l’allattamento?
No, le protesi in se stesse non creano nessun problema per un futuro allattamento, a patto che la tecnica utilizzata per l’impianto sia stata corretta e conservativa e quindi non abbia danneggiato i dotti galattofori.

Quanto durano le protesi?
Già da molti anni le protesi di buona qualità hanno un involucro polistratificato molto più resistente all’usura. Anche se i produttori si limitano a garantirle per dieci anni, dato che questo è il lasso di tempo per cui ne sono responsabili secondo la Legge, si può valutare la durata in un tempo nettamente superiore, soprattutto per quelle anatomiche.

La presenza delle protesi aumenta il rischio di tumori della mammella?
No, nel modo più assoluto. Nessuno studio ha mai rilevato una maggiore incidenza di tumori della mammella nelle donne portatrici di protesi.

La presenza di cisti (mastopatia fibrocistica) è una controindicazione alla mastoplastica additiva?
No. La mastopatia fibrocistica, caratterizzata dalla presenza di cisti nella compagine del parenchima mammario, non è una controindicazione all’impianto di protesi mammarie. Questa patologia è assolutamente benigna e non viene influenzata dalla presenza delle protesi.

La presenza di fibroadenomi è una controindicazione alla mastoplastica additiva?
No. E’ ormai dimostrato che né la presenza di fibroadenomi né la fibroadenomatosi aumentano il rischio di malattia neoplastica.

Per chi si è sottoposto ad una chirurgia di aumento del seno è possibile prendere l’aereo?
Questa è una domanda incredibilmente frequente, ma si tratta di una ridicola leggenda metropolitana, poiché i materiali di riempimento delle protesi sono sempre dei liquidi o dei gel. La fisica ci insegna che solo i gas variano di volume a seconda della pressione esterna, mentre, i liquidi non cambiano volume con la pressione..
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IL CAPEZZOLO INTROFLESSO 

Su questo sito e sul nostro sito principale potete trovare approfondimenti sulle problematiche annesse al capezzolo introflesso ed agli interventi per l'estroflessione senza danneggiamento dei dotti, conservando così la funzione dell’allattamento.


senso di benessere e sicurezza
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la falsa "leggenda dell'aereo"
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