sito dedicato all'aumento del seno ed alla soluzione chirurgica del capezzolo introflesso

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IL CAPEZZOLO INTROFLESSO

INTRODUZIONE ALL'INTERVENTO PER LA SOLUZIONE DEL CAPEZZOLO INTROFLESSO

Il capezzolo, a parte il suo ruolo importante nell’armonia di un bel seno, è la parte della mammella preposta alla suzione del latte materno da parte del bambino. In esso confluiscono i dotti galattofori, che convogliano all’esterno il secreto delle ghiandole.
Talvolta i dotti galattofori sono troppo brevi ed il capezzolo non ha la possibilità di sporgere dalla mammella e viene trattenuto all’interno, formando un’antiestetica ombelicatura, che oltre tutto non consente l’allattamento.

Come primo approccio, nei casi meno gravi ed in gravidanza, durante la quale è preferibile non effettuare interventi chirurgici, è opportuno provare ad allungare i dotti galattofori con apposite campane in cui, tramite una pompetta, si crea una depressione, che “aspira” il capezzolo verso l’esterno. Con un po’ di costanza spesso si ottengono buoni risultati.
Talvolta lo stimolo ormonale stesso e l’aumento di volume del seno durante la gravidanza aiutano a minimizzare l problema.
Nei casi più gravi, quando queste applicazioni sono sufficienti a risolvere il problema, è necessario ricorrere all’intervento chirurgico.


INTERVENTO CONSERVATIVO DI ESTROFLESSIONE DEL CAPEZZOLO (con o senza sezione dei dotti galattofori)

Spesso è possibile praticare un intervento conservativo che consiste nell’estroflessione forzata del capezzolo e nel suo sostegno verso l’esterno mediante un piccolo ponte dermico che viene fatto passare attraverso i dotti galattofori divaricati, senza danneggiarli, conservando così la funzione dell’allattamento. Sono nei rari casi resistenti a questa tecnica sarà necessaria la sezione dei dotti. Questo impedirà la funzione della mammella e quindi potrà essere adottata sono nelle donne che non intendono più avere gravidanze.

L’intervento può essere eseguito in anestesia locale associata a sedazione in regime ambulatoriale o di day hospital.

La vita normale potrà essere ripresa, senza eccessivi strapazzi, dal giorno successivo; l’attività sportiva dopo una decina di giorni, non appena rimossa la medicazione.

Il disagio postoperatorio è minimo.

Le piccolissime cicatrici sono ben dissimulate dalle rugosità dell’areola e del capezzolo stesso e dopo pochi mesi sono difficilmente rilevabili, anche a distanza ravvicinata.


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